Patrimonio dissidente: la mostra

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Patrimonio dissidente: la mostra

Un progetto di Cosimo Veneziano A cura di Connecting Cultures Promosso da qwatz contemporary art platform Comune di Lissone MAC di Lissone Sostenuto da MiC Direzione Generale Creatività Contemporanea Strategia Fotografia 2023 In collaborazione con Museo delle Civiltà INASA Fondazione Izolyatsia

Sabato 15 giugno il MAC Museo d’Arte Contemporanea di Lissone (MB) inaugura la mostra Patrimonio Dissidente dell’artista Cosimo Veneziano a cura di Anna Detheridge e promossa dalla Fondazione Connecting Cultures.

La mostra racconta la ricerca di Cosimo Veneziano, focalizzata sulla nozione di patrimonio e di identità culturale ad esso correlata, guardando con approccio critico alle narrazioni plasmate durante i diversi periodi storico-politici e mutate in relazione alle nuove tendenze e sensibilità della società.

Patrimonio Dissidente, attraverso la realizzazione di un archivio di opere fotografiche rielaborate artisticamente, documenta e racconta una variegata memoria non soltanto scomoda ma talvolta persino imbarazzante di statuaria, monumenti, architetture e paesaggi principalmente italiani, commissionati per motivi diversi e che hanno provocato proteste o polemiche, talvolta vandalizzati o persino rimossi, durante tutto il Novecento e fino ai nostri giorni.

Fra questi la stele di Axum, il Bigio di Brescia, un colosso nudo alto 7 metri e mezzo, il monumento al giornalista Indro Montanelli ai giardini di via Palestro a Milano, la statua di Lenin a Kyiv, rimossa soltanto nel 2015 in seguito alle proteste dell’Euromaidan, alcuni simboli del colonialismo occidentale come la statua di Cristoforo Colombo, abbattuta a Rhode Island e quella del mercante di schiavi Edward Colston, finita nelle acque del porto di Bristol nel 2020. Nella raccolta anche due controversi monumenti dedicati a figure femminili: la Violata, realizzato ad Ancona in ricordo delle donne vittime di violenza e quello dedicato all’attrice Manuela Arcuri a Porto Cesareo.

© Paolo Araldi - Cosimo Veneziano, Patrimonio Dissidente, exhibition view, Mac Lissone, 2024 .jpg

«Ho dipinto quello che c’è dietro ai monumenti perché volevo sottolineare il distaccamento che c’è tra il paesaggio in continuo movimento e la staticità di queste statue. Ho voluto dare maggior risalto al contesto e ho voluto restituire, attraverso la tecnica ad anilina con i pigmenti sciolti direttamente sulla fotografia, la presenza molto forte della natura.»

Cosimo Veneziano

Il percorso espositivo si snoda al primo piano del Museo, rivelando fin da subito il focus della ricerca di Veneziano basato sulla continua oscillazione tra il concetto di monumentalità e la sua stessa decostruzione.

La mostra si apre, quindi, con le 14 fotografie rielaborate dall’artista che sono allestite in modo bifacciale su casse di legno – le stesse u8lizzate solitamente per la movimentazione e la spedizione di opere d’arte – a voler rimarcare il carattere temporaneo dei monumenti, in quanto oggetti precari in costante mutamento e ricollocazione. La scelta di intervenire sulle immagini con un trattamento manuale di coloritura ad anilina, riportando l’attenzione verso il contorno dei monumenti, rappresenta un tentativo di stabilire una connessione con l’ambiente circostante e i suoi continui mutamenti.

Il percorso di mostra prosegue con una fotografia di grande formato dell’affresco Apoteosi del fascismo che Luigi Montanarini ha realizzato a Roma dopo l’entrata dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale e che Veneziano ripropone invitando a riflettere sui continui cambiamenti della storia, delle sue narrazioni e dei suoi simboli culturali.

La parete di fronte, invece, ospita i bozzetti elaborati da Veneziano e stampati su lastre in gres che propongono un racconto visivo di come i monumenti e il loro ruolo rappresentativo cambia in relazione al contesto e alla dimensione socio-culturale di ogni momento storico a dispetto dei materiali utilizzati per l’eternità quali il marmo, il bronzo e il ferro.

Così, nella rilettura proposta dallo sguardo dell’artista attraverso un excursus focalizzato su diversi monumenti e architetture del panorama principalmente italiano ma non solo, il patrimonio diventa “dissidente”, aprendo un dibattito su come esso dà forma alla nostra identità culturale, configura la Storia, le storie e le memorie collettive.

© Paolo Araldi - Cosimo Veneziano, Apoteosi del fascismo, MAC Lissone, 2024.jpg
© Paolo Araldi - Cosimo Veneziano, Patrimonio Dissidente, exhibition opening, MAC Lissone, 2024.jpg